LE FESTE
DEL FUOCO. Cataste di legna, fantocci, ruote e carretti: in Friuli l’epifania anima i borghi con riti e tradizioni suggestive, che infiammano di luci e faville la notte.

 
 
 

Pignarul, foghera, casera. Pan e vin, fugarisse o fogaròn. Li chiamano in tanti modi lassù in Friuli i grandi falò dell’Epifania. Tanti nomi per i tanti tantissimi fuochi che tra il 5 e il 6 gennaio accendono le notti di tutto il Friuli, trasformando i suoi borghi in piccoli mondi sfavillanti di fiaccole e faville, con la gente gremita attorno alle piazze e lungo le vie, scaldata da un profumato vin brulè e da una tiepida fetta di pinza.

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Falò che incendiano streghe o fantocci, con un significato propiziatorio che ha radici nel mondo pagano, risalendo addirittura ai Celti, che poco dopo il solstizio d’inverno accendevano fuochi per allontanare influssi malefici e invocare la benevolenza del dio del fuoco Beleno per una stagione propizia.

E con questo valore simbolico sono arrivati fino a noi, custoditi e tramandati dagli anziani che oggi tengono per mano i bambini all’imbrunire ai piedi delle alte cataste, le incendiano e poi indicano con le dita la direzione del fumo e delle faville e da lì traggono previsioni sull’anno appena cominciato.

 

Ma non ci sono solo i falò. In Friuli il fuoco accende anche fiaccole, fa sfavillare rotelle lanciate giù lungo i pendii delle montagne, incendia addirittura carretti lungo le vie del paese…

Ecco allora una selezione delle feste del fuoco più suggestive di questa regione.

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ROTELLE DI FUOCO SCENDONO DALLE MONTAGNE.

Avaglio, fraz. Lauco, 24 dicembre

E’ il lancio delle Cidules. Una tradizione di origine celtica in cui rotelle di legno di faggio infuocate (las cidules) sono lanciate da dirupi e pendii con grida propiziatorie, e la corsa indicherà buona o cattiva sorte. Oggi il lancio è accompagnato da dediche personali e scherzose agli amanti del paese.

Info Ufficio turistico Villa Santina, Tel. 0433.74040

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IL SEDERE DELLA BELIN IN FIAMME.

Sauris, Martedì 5 Gennaio, 17:30

Ispirata al magico mondo delle superstizioni e della fantasia, questa particolare tradizione è legata al personaggio della “Bélin“, una vecchia donna che costringeva i saurani a baciarle il sedere per poter oltrepassare il confine della località e uscire dal paese. Oggi il rito viene riproposto in una chiave ironica, e a pagare in pegno il particolare pedaggio sono i turisti, al fine di ottenere il diritto di passaggio e permanenza a Sauris. Si parte da uno stavolo sopra l’abitato di Lateis: da qui scendono le befane con le fiaccole fino al paese e incontrano la vecchia. La manifestazione si conclude con il falò e l distribuzione vin broulè.

Info: Uff. Turistico IAT tel 0433 86076

www.sauris.org

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CARRETTI INFUOCATI A TARCENTO.

Domenica 3 gennaio – Mercoledì 6 gennaio

Si svolge nell’incantevole cittadina ai piedi delle Prealpi Giulie una delle feste del fuoco più affascinanti e longeve del Friuli.

Tutto inizia il 3 gennaio quando i “Pignarulârs”,  gli uomini che accenderanno la catasta maggiore e quelle minori dislocate nelle frazioni di tutta la conca tarcentina, si cimentano nel “Palio dei Pignarulârs”: una spettacolare corsa con carriole infuocate per le vie del paese, con due batterie di squadre divise tra le varie borgate e frazioni.

Il 6 gennaio viene acceso tra i ruderi di un castello medievale il Pignarûl Grant di Tarcento. Verso l’imbrunire, un corteo di centinaia di figuranti in costumi medievali attraversa vie e piazze fino a ritrovarsi ai piedi del colle di Coia, dove il Vecchio Venerando –  figura a metà tra il druido e il sacerdote – invita i presenti, muniti di fiaccole, a seguirlo fino al “Cjscjelàt” (letteralmente “castellaccio) e lassù accenderà il “Pignarûl Grant”, attendendo di vedere quale direzione prenderà il fumo: oriente rappresenta la buona annata, occidente cattivi presagi.

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www.protarcentoud.com

di Marta Camillo – Photo Uff. Stampa Sauris – Uff.Stampa Tarcento

 

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