IL MERCATO D’INVERNO DEI SAMI. Nei primi giorni di febbraio nel piccolo paese di Jokkmokk appena sopra il circolo polare, ritorna con tutto il suo fascino la tradizione di questo antichissimo popolo indigeno lappone.

 
photo Chad Blakley.
 
 

Photo di copertina Chad Blakley

Le distese innevate, il mare ghiacciato, le aurore boreali che accendono il cielo. La Lapponia affascina con la sua natura incontaminata e i suoi spettacoli, di una bellezza quasi surreale.  Come fossero incantesimi chiusi a chiave dentro i boschi, dietro le porte dei villaggi, tra le insenature degli isolotti. Incantesimi che qualche mano all’improvviso poi libera e fa scintillare per spettatori pieni di meraviglia. E un custode, la magia della Lapponia ce l’ha: il vecchio popolo Sami.

 

I SAMI, UNA CULTURA ANTICA.

In lingua autoctona Samit o Sapmelas, i Sami sono un gruppo etnico che oggi conta circa 75 mila abitanti, stanziati per lo più nelle regioni più settentrionali della Finlandia e della Svezia.

Si parla per la prima volta di loro nel 1555, quando uno svedese di nome Olaus Magnus pubblicò il testo “Historia de Gentibus Septentrionalibus”, in cui era narrata la storia di queste genti.

Erano per lo più allevatori,  pescatori e cacciatori: abitavano in capanne chiamate kota (simili a quelle degli indiani d’America) oppure in tende che avevano il nome di Layvu. L’unico mezzo di trasporto a loro congeniale era la slitta trainata da renne, anche se, grazie ad uno straordinario reperto del 1500 a.C. si sa per certo che utilizzassero anche una sorta di sci.

L’allevamento di renne è sempre stato uno degli elementi più importanti della cultura Sami: tramite questa attività riuscirono a sopravvivere per secoli, procurandosi cibo, latte e pelli per gli abiti e le case. Le ossa e le corna venivano invece utilizzate per fabbricare utensili e strumenti di caccia e lavoro. In generale l’allevamento portava i Sami a dover trascorrere l’inverno in terre completamente in pianura, mentre nei mesi più caldi, si rifugiavano nei pascoli montani.

I Sami praticavano lo sciamanesimo: adoravano le divinità legate al culto della natura, credevano che il corpo fosse dotato di un’anima in grado di distaccarsene al momento del trapasso, ed era appunto lo sciamano a cimentarsi in molteplici riti propiziatori utilizzando spesso una sorta di tamburo magico dei sogni, per comunicare con i morti.

La cultura Sami perdurò intatta fino agli anni ’50 quando il popolo smise di essere nomade e iniziò a stanziarsi in piccoli agglomerati urbani.

Mercato invernale di Jokkmokk con il same Per Kuhmunen, foto Agneta Nyberg

foto Agneta Nyberg

 

4-6 FEBBRAIO: IL MERCATO D’INVERNO DEI SAMI A JOKKMOKK .

Chi sceglie di avventurarsi nelle splendide terre della Lapponia a febbraio ha l’opportunità di entrare in contatto con la cultura Sami partecipando a una delle sue tradizioni più caratteristiche.

Ai primi di febbraio nel paese di Jokkmokk appena sopra il circolo polare, si svolge il famoso mercato d’inverno dei Sami. È un evento molto sentito dal popolo Sami che si reca al mercato indossando gli antichi costumi tradizionali dai colori vivacissimi.

Qui potete conoscere e acquistare l’artigianato sami, gli abiti cuciti a mano dalle donne e poi provare il cibo locale. Ma l’evento prevede anche mostre, seminari, concerti, corse con le renne e  gite con cani husky, in motoslitta oppure a cavallo.  Per approfondire la conoscenza del popolo Sami da non perdere una visita ad Àjtte, dove si trova il museo della montagna e della cultura Sami.

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foto Agneta Nyberg

Jokkmokk si trova al centro della Lapponia svedese  e la temperatura media in questo periodo dell’anno si aggira spesso attorno ai 25 gradi sotto zero. Si arriva in aereo a Luleå  e da lì si prosegue in auto per 2h30.    

Una visita al mercato d’inverno è compresa nel programma del tour operator Il Diamante dal 2 al 7 febbraio con pernottamento a Luleå e Haparanda.

 

SCOPRIRE LA NATURA CON I SAMI.

Nutti Sámi Siida, azienda certificata da Nature’s Best, il marchio per l’ecoturismo in Svezia, offre al turista l’opportunità di vivere un’esperienza sami autentica.

Sulle rive del fiume Torne, Nils Torbjörn Nutti, un nativo Sami, ha costruito Reindeer Lodge,  un gruppo di accoglienti cottage immersi nel silenzio della foresta lappone.

Di giorno è possibile partecipare a uno dei due tour chiamati Vuoján e Ráidu: si entra nei recinti delle renne per dar loro da mangiare e poi le si guida sui sentieri adiacenti o attraverso il bosco. E poi tutti insieme, si siede dentro una tradizionale capanna Sami a gustare la carne di renna.

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foto Johan Adermalm

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foto Johan Adermalm

La sera gli ospiti sono accolti nei cottage dove la padrona di casa prepara a vista e serve la cena: specialità di queste parti, rigorosamente a km 0, accompagnate da racconti sul cibo e leggende del patrimonio Sami.

Nutti ha aperto anche un piccolo centro Sami nella vecchia piazza del mercato Sami a Jukkasjärvi. Qui si possono ammirare le vecchie tende “kåtor”e altri oggetti risalenti al periodo nomade. In una grande “kåta” si ci può sedere accanto al fuoco e assaporare un pranzo sami a base di carne di renna.

Nutti Sámi Siida si trova a Jukkasjärvi a 15 minuti da Kiruna, raggiungibile in aereo con la SAS o la Norwegian in 1 ora e mezza da Stoccolma.

 

AURORE BOREALI, CONCERTI DI GHIACCIO E CORSE IN MOTOSLITTA SUL PACK GHIACCIATO.

Non c’è Lapponia senza aurora boreale. E il posto migliore al mondo per vedere il più spettacolare fenomeno naturale di luci secondo Lonely Planet è il parco nazionale di Abisko nella Lapponia svedese, vicino al confine norvegese, 200 km a nord del circolo polare. Le condizioni climatiche qui sono ideali perchè Abisko è il luogo con l’aria più secca del Paese,  praticamente privo di inquinamento atmosferico e luminoso.

E così si parte, tute termiche e su, sulla seggiovia aperta che in 20 minuti porta all’osservatorio Aurora Sky Station in cima al monte Nuolja. Sospesi nell’aria da qui si gode del meraviglioso panorama offerto dal lago Torneträsk e dal parco nazionale. Aspettando che l’aurora faccia la sua comparsa ci si può riscaldare con una bevanda calda ed ascoltare spiegazioni  e racconti sul fenomeno da un esperto del luogo.

 

Qui oltre agli alberghi si può optare per una modalità curiosa di soggiorno scegliendo di passare una notte all’Aurora Village:  tre piccole casette un tempo utilizzate dai pescatori per la pesca nel ghiaccio, ora ristrutturate per poter ospitare un massimo di due persone. Ci si arriva in motoslitta dopo cena e si attende l’aurora boreale seduti su pelli di renna attorno al fuoco nella neve.

Per arrivare ad Abisko si vola a Kiruna via Stoccolma -con la SAS o la compagnia low cost Norwegian- e da lì si continua in treno oppure noleggiando un’auto per 100 km direzione ovest.

 

Soggiorni organizzati da tour operator italiani:

Il Diamante Quality Group, Overland – Trekking Italia, Vela Tour, 4 Winds, Terre Polari, Giver Viaggi  e il piccolo tour operator italiano stazionato in Svezia  Aurore Boreali.

Se invece si vuole provare un’ avventura sul mare ghiacciato la città ideale è Luleå, la seconda città della Svezia settentrionale, situata su una penisola che si affaccia sul Golfo di Botnia. Il golfo e il fiume Luleälven ghiacciano ogni inverno trasformandosi in una grande arena per diverse attività invernali:  tour con pattini a lama lunga, spark (una sorta di slitta-monopattino),  segway, cani husky e motoslitta.

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Pacchetto con Il Diamante dal 2 al 7 febbraio 2016.

A Luleà si può assistere anche ai concerti di ghiaccioice music” dell’artista americano Tim Linhart: con il ghiaccio questo eclettico musicista crea chitarre, violini, xilofoni e percussioni, e poi si esibisce in un grande igloo costruito ad hoc nel Parco Naturale  Gültzauudden.

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Photo Graeme Richardson

I concerti hanno luogo da metà gennaio fino alla fine di marzo il venerdì e sabato e presentano generi di musica diversi: jazz, pop, classico, folk o misto.

Si raggiunge Luleå con la SAS o la Norwegian (da Roma), volo 1h20 da Stoccolma.

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www.visitsweden.com

 

di Marta Camillo

 

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La Valigia di Carta è una testata giornalistica on line non supportata da provvidenze economiche (sentenza della Corte di Cassazione, sezione III penale, 10 maggio 2012 (dep. 13 giugno 2012), n. 23230)